L’«architettura del territorio» di Aldo Rossi, 1950-1970: per una teoria degli «elementi primari»
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR334Parole chiave:
Aldo Rossi, city, territory, «corpo inseparabile», «primary elements»Abstract
Nell’Italia del secondo dopoguerra, campagna, periferia e territorio sono i soggetti privilegiati di studi e progetti per una radicale rilettura della città che non è più quella storica, ma quella che si diffonde nel paesaggio. Edifici, quartieri e pianificazioni sono concepiti per quella città insieme a nuove interpretazioni capaci di disvelarne struttura e significati.
In questo saggio sono analizzati gli studi di Aldo Rossi tra il 1950 e il 1970 su periferia, campagna e territorio. Concentrandosi su aspetti marginalmente trattati dalla critica, sono studiati documenti inediti, disegni, saggi e progetti rivelando come le prime riflessioni di Rossi, diversamente da quanto si possa credere, non siano incentrate sul cuore della città, ma sulle sue parti in continua trasformazione, prive di regolarità e identità. È qui che Rossi indentifica forme e concetti per una interpretazione della città contemporanea dai tratti pittorici: un «corpo inseparabile» costituito da un territorio che comprende campagna con silos, cascine e ville, città con monumenti e periferie, e infrastruttura. Quel territorio è per Rossi superficie astratta su cui troneggiano permanenze vitali, o «elementi primari» secondo le sue parole, siano essi monumenti urbani, emergenze rurali, infrastrutture o città, “solides et durables” come le forme di Paul Cézanne, da cui derivare principi per la fondazione di una nuova architettura.
##submission.downloads##
##submission.additionalFiles##
Pubblicato
Come citare
Fascicolo
Sezione
Licenza
Copyright (c) 2021 Beatrice Lampariello

Questo lavoro è fornito con la licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
ArcHistoR pubblica sul web, in open access
Gli autori che pubblicano su questa rivista accettano le seguenti condizioni:
- Gli autori mantengono i diritti sulla loro opera e cedono alla rivista il diritto di prima pubblicazione dell'opera, contemporaneamente licenziata sotto una Creative Commons Attribution-NonCommercial 2.0 Generic License che permette ad altri di condividere l'opera indicando la paternità intellettuale e la prima pubblicazione su questa rivista.
- Gli autori possono aderire ad altri accordi di licenza non esclusiva per la distribuzione della versione dell'opera pubblicata (es. depositarla in un archivio istituzionale o pubblicarla in una monografia), a patto di indicare che la prima pubblicazione è avvenuta su questa rivista.
- Gli autori possono diffondere la loro opera online (es. in repository istituzionali o nel loro sito web) prima e durante il processo di submission, poiché può portare a scambi produttivi e aumentare le citazioni dell'opera pubblicata (Vedi The Effect of Open Access).
. 








