L’interoperabilità fra i sistemi BIM e GIS. Questioni di metodo e prime applicazioni sull’area della Lungara a Roma
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR442Parole chiave:
BIM, GIS, interoperabilità, gestione dati, LungaraAbstract
La condivisione dei dati tra sistemi BIM e GIS rappresenta una prospettiva di ricerca interessante, finalizzata a connettere informazioni riconducibili a diverse scale, utili per la pianificazione, la progettazione architettonica e la gestione del costruito. Le esperienze condotte sinora hanno tuttavia evidenziato la difficoltà di relazionare formati nativi e standard aperti; sul piano operativo, l’integrazione fra i software presenta ancora criticità evidenti, poiché l’esportazione delle entità geometriche e dei dati a queste assegnati esige molteplici passaggi intermedi o comporta una perdita consistente d’informazioni.
Gli studi sui sistemi digitali integrati per la conservazione delle architetture storiche sono perlopiù riferiti a un singolo edificio e spesso orientati a utilizzare piattaforme d’interscambio esistenti per il trasferimento dei dati; l’esperienza relativa all’area della Lungara, in Roma, è invece diretta a sviluppare un modello BIM interoperabile con i tracciati della Carta del Rischio tramite le ontologie informatiche. La prima fase di lavoro, in particolare, mira a registrare nei progetti sviluppati su Revit le informazioni contenute nelle schede delle Unità Urbane e a verificare i dati che, viceversa, possono importarsi nel SIT dal modello tridimensionale. Tale applicazione solleva questioni di natura metodologica e operativa, evidenziando la complessità di realizzare sistemi interoperabili utili alla tutela e alla conservazione della città storica.
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