Architettura e trasformazioni urbane di Mdina durante il regno del Gran Maestro Anton Manoel de Vilhena (1722-1736)
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR054Keywords:
Mdina, Malta, Ordine di San Giovanni, Capitolo della Cattedrale, spazio urbanoAbstract
Le origini della città fortificata di Mdina risalgono al periodo romano, anche se i suoi attuali confini furono definiti durante l'occupazione araba di Malta (870-c.1090). In epoca medievale, durante il dominio aragonese (1283-1530), Mdina o la Città Notabile come era allora conosciuta, fiorì e prosperò come il principale insediamento urbano dell'isola. Tuttavia, con l’arrivo sull’isola dell’Ordine di San Giovanni, nel corso del XVI e XVII secolo Mdina declinò e perse la sua preminenza politica ed economica a vantaggio della nuova "Città dell'Ordine”, Valletta.
Questo contributo esamina l'impatto del terremoto del 1693 sulla città e l’impegno profuso dalla chiesa locale nell’opera di ricostruzione nel tentativo di consolidarne il prestigio di antica sede episcopale. La ricostruzione della vecchia cattedrale medievale e la nuova edificazione del palazzo vescovile, e più tardi del Seminario, fu parte integrante di una impresa architettonica che il Capitolo della cattedrale condusse con l’obiettivo di rafforzare la sua presenza all'interno della città. Tuttavia nel 1722, con l'elezione del Gran Maestro portoghese Anton Manoel de Vilhena (1722-1736), l'Ordine di San Giovanni dimostrò per la prima volta un reale interesse a intervenire entro la città murata. Vilhena avviò un vasto programma di rinnovamento urbano, riconfigurando tutta la zona di ingresso di Mdina, con la costruzione in stile barocco dell’imponente Palazzo Magistrale e Corte Capitanale e della Banca Giuratale. Per Vilhena il rinnovamento urbano di Mdina aveva l'obiettivo politico di trasformarne l’identità da sede del Vescovo e dell’Università a "Città dell'Ordine" in miniatura.
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