Oltre il progetto di conservazione. I restauri del XX secolo della chiesa di Santa Maria Maggiore a Tuscania (VT).
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR361Parole chiave:
Luigi Leporini, storia del restauro, dopoguerra, terremotoAbstract
La basilica di Santa Maria Maggiore a Tuscania è una costruzione di impianto medievale che ha visto nei secoli il susseguirsi di interventi diversi e lunghe fasi di abbandono. L’immagine odierna della chiesa è il risultato di alcuni restauri realizzati tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta del Novecento che hanno apportato sostanziali trasformazioni nell’intento di restituire un’immagine della chiesa che è la traduzione in cantiere di un modello ideale non sempre corroborato da dati certi. Il tutto profittando prima dei fondi della ricostruzione post-bellica e poi dei finanziamenti per la ricostruzione post sisma di Tuscania del 1971. Il modello ideale sono i disegni di Luigi Leporini, architetto ascolano in servizio presso la Soprintendenza dei Monumenti del Lazio a partire dal 1939.
Il saggio ricostruisce gli interventi attuati sulla base dell’analisi di fonti iconografiche e documentali edite e inedite e un successivo riscontro diretto sull’edificio. L’analisi dei cantieri di restauro consente di indagare le modalità costruttive utilizzate per il consolidamento degli edifici murari nel secondo Novecento e, al contempo, mette in luce il permanere della volontà di riacquisire un’ipotetica immagine originaria.
Lo studio aggiunge, dunque, nuovi elementi alla storia costruttiva della chiesa e consente di avanzare alcune considerazioni generali su un approccio al restauro dei monumenti alla ricerca di un difficile equilibrio tra ragioni strutturali e istanze di riconfigurazione che, ancora negli anni Settanta del Novecento, si basano sul confronto analogico con “esempi coevi e vicini”.
##submission.downloads##
##submission.additionalFiles##
Pubblicato
Come citare
Fascicolo
Sezione
Licenza
Copyright (c) 2023 Chiara Circo, Luciano Antonino Scuderi

Questo lavoro è fornito con la licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
ArcHistoR pubblica sul web, in open access
Gli autori che pubblicano su questa rivista accettano le seguenti condizioni:
- Gli autori mantengono i diritti sulla loro opera e cedono alla rivista il diritto di prima pubblicazione dell'opera, contemporaneamente licenziata sotto una Creative Commons Attribution-NonCommercial 2.0 Generic License che permette ad altri di condividere l'opera indicando la paternità intellettuale e la prima pubblicazione su questa rivista.
- Gli autori possono aderire ad altri accordi di licenza non esclusiva per la distribuzione della versione dell'opera pubblicata (es. depositarla in un archivio istituzionale o pubblicarla in una monografia), a patto di indicare che la prima pubblicazione è avvenuta su questa rivista.
- Gli autori possono diffondere la loro opera online (es. in repository istituzionali o nel loro sito web) prima e durante il processo di submission, poiché può portare a scambi produttivi e aumentare le citazioni dell'opera pubblicata (Vedi The Effect of Open Access).
. 








