Tra riscoperta e ripristino del Medioevo. Le ville turrifié nell’opera di Georges Rohault de Fleury a Pisa
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR359Parole chiave:
Casa-torre, Pisa, Medioevo, Rohault de Fleury, restauroAbstract
Il contributo si focalizza su un aspetto inedito dell’opera di Georges Rohault de Fleury (1835-1904), che a partire dal 1853 soggiorna a Pisa più volte e a lungo, per analizzare l’architettura e l’arte medievale, cui dedicherà circa vent’anni di lavoro. Nel quadro degli studi dei monumenti toscani e in particolare pisani, emerge la centralità del tema della “ville turrifié”, e della casa-torre in particolare, che egli indaga con l’obiettivo di ricostruire una vicenda cittadina. In particolare, il tema dell’architettura civile si presta a ipotesi ricostruttive, dal momento che poco sembra essere rimasto delle strutture originarie, tuttavia emergenti, a tratti, dalle cortine intonacate dei palazzi, da cui de Fleury elabora congetture e rilievi. La casa torre, per lui direttamente mutuata dalle strutture difensive, è la tipologia che distingue il tessuto urbano diffuso di una vera e propria città-torre come Pisa che sembra godere di una particolare reputazione nell’abilità edificatoria. L’obiettivo del paper vuole quindi inquadrare l’opera di Georges Rohault de Fleury nel più ampio contesto di studi sulla riscoperta del Medioevo, con particolare riferimento agli stretti legami con la cultura francese (non solo il de Fleury, ma anche Verdier e Cattois, Labruste, ecc.), e la ricaduta sul fronte del restauro-ripristino- reinvenzione nella sua lunga durata e nelle diverse declinazioni assunte.
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