I bunker tedeschi a difesa della Linea Galla Placidia. Conservare un patrimonio dimenticato.

Autori

  • Chiara Mariotti Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
  • Andrea Ugolini Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
  • Alessia Zampini Alma Mater Studiorum - Università di Bologna

DOI:

https://doi.org/10.14633/AHR067

Parole chiave:

bunker, Seconda guerra mondiale, Linea Gotica, calcestruzzo armato, conservazione

Abstract

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, il timore di uno sbarco Alleato a nord della Linea Gotica, porta di accesso al cuore del Terzo Reich, spinse i comandi germanici a organizzare una linea fortificata costituita da bunker, postazioni di osservazione e strutture difensive minori quali, ad esempio, i denti di drago. Lo sbarco non avvenne e si rivelò solo parte di una strategia di depistaggio. Al termine della guerra, i bunker furono in parte demoliti, interrati o coperti di sabbia; da allora solo alcuni furono riutilizzati come magazzini o depositi. Vestigia scomode e ingombranti, fino ad ora rifiutate come patrimonio culturale, offrono oggi l’occasione per una riflessione sul loro destino.

Biografia autore

Andrea Ugolini, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna

Dipartimento di Architettura

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Pubblicato

2018-07-26

Come citare

Mariotti, C., Ugolini, A., & Zampini, A. (2018). I bunker tedeschi a difesa della Linea Galla Placidia. Conservare un patrimonio dimenticato. ArcHistoR Architecture History Restoration - Architettura Storia Restauro, (9), 148–193. https://doi.org/10.14633/AHR067

Fascicolo

Sezione

Restauro

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