Riflessioni sulla modellazione HBIM a scala urbana. Nel cuore del quartiere Santo Stefano a Bologna: l’area del Baraccano
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR439Parole chiave:
HBIM, Carta del Rischio, patrimonio costruito e urbano, conservazione, modelli digitaliAbstract
Il saggio intende dar conto delle attività di ricerca sull’approccio alla modellazione HBIM a scala urbana condotte dall’Università di Bologna all’interno del PRIN, HPFC- Historic Preservation Foundation Classes_ Procedure e ontologie per l’interoperabilità nella tutela del patrimonio storico architettonico: un progetto finalizzato alla costruzione di più efficaci strumenti di prevenzione e conservazione coerente, coordinata e programmata alle varie scale (dall’architettura monumentale ai centri storici), attraverso la connessione dei livelli e dei processi operativi. Lo studio, in questo caso si è focalizzato su parte del Quartiere Santo Stefano a Bologna e ha interessato i lotti edificati lungo la omonima ‘Strada’, già menzionata a partire dal XII secolo. Le note che seguono ne descrivono sinteticamente la storia dal Medioevo ai giorni nostri; evidenzia le difficoltà emerse nel ricondurre alcune delle qualità proprie di un ambito urbano complesso e stratificato, come quello del Baraccano, nel quadro degli strumenti finora impiegati per la definizione digitale della realtà; consente di formulare alcune ipotesi sull’impiego che, nel medesimo ambito, possono trovare strumenti di rilevamento di fenomeni fisici, connessi all’uso di questa parte del territorio, già attivi da tempo. Questioni, tra le numerose che costituiscono l’intorno disciplinare del restauro, nelle quali l’apporto derivante da un uso man mano crescente e allargato delle tecniche di gestione digitale del patrimonio costruito dovrà necessariamente trovare una sempre più ampia e diffusa applicazione.
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