Una dimora per Napoleone: dalla “petite maison” al palazzo dell’Eliseo
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR203Keywords:
Elysée, Napoléon, Joséphine, petite maison, EmpireAbstract
Nel 1797 Napoleone Bonaparte si stabilì nella petite maison di rue Chantereine allora occupata da Giuseppina. Dopo il colpo di stato del 18 Brumario, la coppia si insediò ufficialmente nelle residenze del Petit Luxembourg e del palazzo delle Tuileries, mentre il castello della Malmaison svolse la funzione di ritiro campestre.
Nel dicembre del 1804, la proclamazione dell’impero cambiò radicalmente la situazione. Le Tuileries, per quanto rappresentative non erano habitables. Napoleone cercò cosi una residenza vicina alla nuova cittadella imperiale, allora in costruzione sulla collina di Chaillot. La scelta cadde sull’hôtel particulier un tempo appartenuto a Madame de Pompadour: l’hôtel d’Évreux, poi ribattezzato Elysée.
Allo stesso tempo palazzo cittadino e maison de plaisance suburbana aperta sugli Champs-Élysées, il palazzo dell’Eliseo era stato acquistato nel 1806 dai Granduchi di Berg, Giacchino Murat e Carolina Bonaparte, e completamente ristrutturato dagli architetti Vignon e Thibault. Nuovi saloni di rappresentanza furono allora creati, affiancati da lussuosi appartamenti privati.
Dal 1808, l’Eliseo servì così da dimora privata per la coppia imperiale, prima di essere recuperato da Giuseppina, al momento del divorzio, e da Napoleone dopo il matrimonio con Maria-Luigia.
La nascita del Re di Roma donò a Napoleone lo statuto di capo di una dinastia regnante. L’Eliseo passò così da semplice residenza privata a vero palazzo imperiale, e come tale sottoposto a una ingente opera di ristrutturazione diretta dal primo architetto di corte Pierre-François-Léonard Fontaine. Tuttavia fu durante i Cento Giorni che il palazzo acquisì il suo ruolo più importante, che conserva tutt’ora, quello di residenza del capo dello Stato.
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Copyright (c) 2020 Francesco Guidoboni; Pierre Geoffroy

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