«Recta linea et ad cordam». Misurazioni, tracciamenti e prassi urbanistica nelle città dell’Italia comunale (secc. XII – XIII)
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR310Parole chiave:
Città medievale, misurazioni, tracciamenti, XII secolo, XIII secoloAbstract
I primi decenni del XIII secolo segnano una decisiva svolta nello sviluppo della prassi urbanistica nelle città del centro e del nord Italia. Il consolidamento delle istituzioni comunali consente la messa a punto dei fondamenti tecnici e giuridici sui quali si fonda un sostanziale rinnovamento dello spazio urbano. Le operazioni relative alla misurazione dei suoli e alla loro ‘terminazione’ assumono in questo quadro un valore preminente. Utilizzate a partire dalla seconda metà del XII secolo per stabilire un efficace ‘governo’ dei suoli pubblici, le tecniche di ‘confinazione’ derivate dalla pratica agrimensoria divengono presto consuete anche nella configurazione di addizioni alle cinte murarie e di nuove strutture viarie, nella predisposizione di ampliamenti e regolarizzazioni degli spazi pubblici. L’adozione sistematica di tracciamenti realizzati con corde tese tra picchetti, costituisce così un incisivo fattore di trasformazione della struttura urbana, nel segno di innovative geometrie rettilinee o poligonali.
La ricca documentazione proveniente principali realtà cittadine dell’Italia centro-settentrionale consente di ripercorrere con puntualità gli sviluppi di questo particolare aspetto della prassi di intervento sulla città nei secoli XII e XIII, rivelando quanto la messa a punto e l’affinamento di strumenti tecnici e procedure operative abbia inciso sull’affermazione degli orientamenti progettuali e delle concezioni estetiche che caratterizzano le fasi mature di evoluzione della città comunale.
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