Prospettive nel dibattito sul futuro dei patrimoni abbandonati in aree interne. Il contributo del restauro d’architettura nella stagione post-pandemica
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR423Parole chiave:
aree interne, patrimoni abbandonati, ricognizione bibliografica, restauro dell’architetturaAbstract
Il contributo propone una sintesi, certamente non esaustiva, degli indirizzi di ricerca sul destino dei patrimoni abbandonati in aree interne nella stagione post-pandemica. Il termine post quem dell’indagine non è tanto la pandemia, che come è noto ha potenziato un interesse già vivo per il tema, quanto piuttosto il convegno “Un paese ci vuole”. Studi e prospettive per i centri abbandonati e in via di spopolamento tenutosi presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria nel 2018. Quell’iniziativa, infatti, aveva come obiettivo di accendere i riflettori su un tema già oggetto di politiche importanti, ma piuttosto trascurato nell’ambito della conservazione del patrimonio architettonico.
Il contributo non è un saggio bibliografico in senso stretto, né una ricognizione sistematica sullo stato degli studi che la disciplina del restauro ha dedicato al tema a partire dal convegno. Piuttosto si tratta di una esplorazione dei contributi scientifici e di metodo relativi alla conservazione e valorizzazione del patrimonio architettonico e urbano in aree interne a partire proprio dai temi emersi in quella circostanza.
Il punto di vista è naturalmente parziale, e va poi inquadrato nel contesto più generale degli studi sul tema delle aree interne, dello spopolamento e delle strategie per contrastarlo, al fine di indicare le linee indirizzo con le quali la disciplina del restauro d’architettura potrebbe contribuire, in termini metodologici e operativi, al dibattito sul tema.
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