Dalla materialità all’immaterialità e viceversa. Il digitale per il patrimonio costruito
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR445Parole chiave:
Materialità, Immaterialità, Digitale, Patrimonio Costruito, Progetto 4CHAbstract
Sebbene la materialità del patrimonio costruito rappresenti un aspetto cruciale con cui interfacciarsi per agire fattivamente per la sua protezione, il campo dell’immaterialità ha assistito a un progressivo avanzare registratosi negli ultimi decenni. Al di là delle varie “forme” di patrimonio culturale immateriale, nonché delle componenti intangibili legate alle opere tangibili, proprio l’immaterialità può essere considerata per la sua “natura strumentale” per i beni culturali. Da qui, il tema del digitale applicato al patrimonio costruito.
Nell’ambito della digitalizzazione, con cui sempre più si avrà a che fare nel prossimo futuro, il presente contributo intende presentare possibili campi di azione che stanno rivelando le proprie potenzialità in termini di conservazione e valorizzazione del patrimonio esistente. A partire da esempi operativi attuati in questo senso, l’indagine focalizza l’attenzione sull’esperienza relativa al Progetto 4CH per la costituzione di un Centro di Competenza per la Conservazione del Patrimonio Culturale, nell’ambito del quale sono affrontati anche temi di modellazione e arricchimento semantico attraverso ontologie e modelli HBIM.
Quanto enucleato concorre a evidenziare le prospettive per il patrimonio che il digitale è in grado di abilitare, sottolineando come, riferendosi al patrimonio costruito, tali frontiere, per quanto dotate di nuove potenzialità, richiedano un percorso “dalla materialità all’immaterialità e viceversa” per continuare a prestare attenzione alla sostanza materiale dell’architettura, nella sua consistenza stratificata, in quanto l’unica a consentire l’effettiva trasmissione al futuro del bene ricevuto in eredità dal passato.
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