Gestire la conoscenza: ontologie e strumenti operativi per la conservazione del patrimonio culturale
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR444Parole chiave:
Ontologie, Interoperabilità, Processo di Conservazione, Gestione della conoscenza, Piano di ConservazioneAbstract
L’avvio in Italia del processo di digitalizzazione ha dato un’ulteriore spinta alla già attiva ricerca scientifica sul tema dell’uso degli strumenti informativi per il settore dei beni culturali. Tra le innovazioni avviate, una in particolare prevede per il settore degli appalti pubblici, l’introduzione dell’obbligatorietà dell’uso del BIM, trovando ulteriore conferma e definizione nell’ultima versione del Codice dei contratti pubblici. Analogamente, l’approccio secondo i principi della conservazione preventiva e programmata trova conferma all’interno del medesimo testo normativo.
Se da un lato è accertato l’alto livello raggiunto dall’uso della modellazione informativa nel settore delle nuove costruzioni, dall’altro lato la ricerca scientifica ha rivelato che l’uso di tali strumenti nell’ambito del patrimonio culturale non è adeguato alla gestione della complessità che caratterizza il costruito storico.
Il nodo cruciale è il riconoscimento della necessità di avere più modelli interoperabili tra loro che consentano la gestione della complessità informativa che caratterizza il patrimonio culturale.
La definizione di ontologie specifiche per il patrimonio culturale è alla base dell’interoperabilità.
Il contributo illustra un metodo di definizione di ontologie per la descrizione delle attività che caratterizzano il processo di conservazione e sviluppa uno strumento operativo in grado di gestire tali dati e informazioni mediante l’utilizzo di software free e opensource.
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