Paesaggi di cave nella pianura veneta
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR449Parole chiave:
cave, attività estrattiva, paesaggio, riuso, pianura venetaAbstract
Anche nel territorio veneto l’attività estrattiva ha origini molto antiche risalendo, in alcuni importanti ambiti estrattivi di materiali lapidei di montagna e collina, quali quelli dei Colli Euganei, del vicentino, del veronese, della Valcavasia e di Castellavazzo, nel bellunese, all’età romana.
La vasta pianura del Veneto centrale costituisce invece un ricchissimo giacimento di inerti dove l’attività estrattiva per lungo tempo si è limitata al prelievo di quantità relativamente modeste di materiali destinati a un consumo perlopiù locale (soprattutto argilla, dall’Ottocento in avanti, in parallelo allo sviluppo dell’industria del laterizio), per poi assumere proporzioni smisurate, soprattutto per quanto concerne sabbia e ghiaia, l’oro grigio, solo a partire dalla metà del Novecento. ·
Il fenomeno cave, che ha segnato pesantemente questo territorio, oggi può rappresentare una straordinaria opportunità per il gran numero e l’estensione di siti di scavo dismessi dove è possibile mettere in campo operazioni di riqualificazione capaci di restituire alle comunità il territorio lungamente sottratto e di creare nuovi paesaggi nei quali le ragioni dell’ecologia e dell’estetica, il risanamento idrogeologico e ambientale, l’utilità sociale ed economica, possono convivere e dare risposte innovative a molte istanze irrisolte della contemporaneità.
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