Processi creativi di AFF Architekten per una architettura sociale
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR205Parole chiave:
AFF Architekten, architettura sociale, archivio, collezione, objet trouvé, razionalismoAbstract
Nel procedere ineluttabile verso una architettura che vuole sempre mettersi a disposizione della gente, gli AFF Architekten si imbattono, sin dagli anni della loro formazione, in testimonianze di vita e tracce del tempo trascorso. Ha inizio una vera e propria collezione di oggetti disparati che verranno da loro stoccati in scaffali, affiancata da quella di fotografie analogiche e digitali scattate, stampate e classificate per soggetto in schedari. Le collezioni di oggetti e fotografie producono un archivio di immagini mnemoniche costituito nella prospettiva di attivare un processo di progetto dell’architettura che sia in grado di produrre opere dotate di un grado di familiarità con i luoghi, comunque diverso dal contestualismo tardo-novecentesco, perché quei luoghi prima di tutto sono segnati, per gli AFF, dalle presenze archeologiche di una qualche piccola civiltà umana. L’articolo analizza, attraverso documenti d’archivio inediti e interviste ai membri del collettivo, l’opera degli AFF mettendo in evidenza come la loro accumulazione di oggetti e di fotografie avvenga in funzione della genesi di una architettura fondata su forme familiari che siano in grado di ricostituire una comunicazione con gli utenti e attivare in loro un sentimento di partecipazione e di scambio - una architettura “sociale” del XXI secolo.
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Copyright (c) 2020 Anna Rosellini

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