Città e monumenti fra le due guerre. Un percorso fra critica, progetto d'architettura e restauro
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR018Abstract
Questo saggio indaga il contributo degli storici e critici dell’arte sull’architettura e la città fra le due guerre. in particolare esplora quel confronto sul rapporto fra tradizione e rinnovamento, che questi attivarono con architetti, urbanisti e restauratori.
In quegli anni, che precedono le ingenti distruzioni belliche e la problematica fase della ricostruzione, lo sguardo esterno di queste figure su città e monumenti appare in molti casi ben più critico e consapevole di quello degli architetti, per lo più impegnati a difendere o drasticamente superare le ultime resistenze del passatismo e per i quali tradizione e modernità erano due opposti da conciliare ogni volta con compromessi di comodo. Il saggio ripercorre il contributo di questi personaggi al dibattito sulla trasformazione delle città e dei tessuti storici negli anni del regime, con particolare riferimento al tentativo, attuato sul piano teorico e metodologico, di superare quel contrasto propriamente ottocentesco tra antico e moderno o, se vogliamo, tra conservazione e trasformazione. L’obiettivo è di sondare quello sforzo, rivelatosi poi vano nell’esperienza della ricostruzione postbellica, di stabilire un rapporto di sintesi tra i due opposti (antico/nuovo), attraverso un’analisi critica che coinvolgeva in ugual misura, seppure con ruoli diversi, l’urbanistica e il restauro.
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Copyright (c) 2015 Annunziata Maria Oteri

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