Viaggio nel “pittoresco contemporaneo”
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR101Parole chiave:
Pittoresco, composizioni architettoniche, contemporaneoAbstract
Oggi il racconto del Voyage pittoresque (1781-1786) dell’abate Saint-Non fornisce l’occasione per riflettere sul concetto di pittoresco per intercettare nuovi significati e superare quell’accezione deteriore che il termine ha assunto.
Lo sguardo di questo racconto supera la pura descrizione dei luoghi e si propone come un’esperienza estetica che giustappone realtà diverse e connette differenze. La visione pittoresca si configura come una categoria estetica basata su regole compositive dettate dal controllo visivo dell’uomo al quale si accompagna l’immaginazione che introduce il piacere estetico della visione e permette di cogliere e catturare nella realtà quegli elementi che possono comporre un assemblaggio pittoresco.
Secondo questa prospettiva oggi possiamo definire pittoresche quelle composizioni architettoniche concepite come una serie di relazioni che si rivelano all’osservatore mentre attraversa lo spazio, una promenade architecturale risultato di un assemblaggio non geometrico nel quale è il vuoto tra le parti e le masse a costruire la scena in un succedersi di eventi architettonici.
Il concetto di pittoresco si libera dal riferimento alle qualità bidimensionali della pittura di paesaggio per legarsi alla molteplicità delle vedute e all’esperienza dello spazio attraverso il movimento. Questa visione traccia una prospettiva di ricerca sull’idea di spazio pubblico aperto contemporaneo che può essere concepito come spazio di relazioni e di esperienze di paesaggio determinate dall’attraversamento, conoscenza e percezione dei luoghi.
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