Vedute dipinte e incise
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR075Parole chiave:
Vedute, Voyage pittoresque, Grand TourAbstract
Lo scopo di questo saggio è quello di chiarire le diverse funzioni e potenzialità delle vedute dipinte e a stampa, nonché la loro evoluzione nel Settecento e in particolare nel periodo compreso tra il viaggio dell’Abbé di Saint-Non nel Sud Italia, nel 1759-1761, e la pubblicazione del Voyage pittoresque, nel 1781-1786. Un’attenzione particolare è dedicata alla serie di stampe che integrano nelle vedute aspetti naturalistici e antropologici, differenziandosi da quelle concentrate su poche ambientazioni monumentali. In relazione al Grand Tour si osserva l'emergere di tecniche intermedie come l'incisione all’acquaforte e acquarellata che concorrono con i dipinti ad olio, nonché un ritorno del disegno. Una caratteristica interessante è costituita dai viaggiatori accompagnati dagli artisti per fissarne le memorie personali o con l'intenzione di una pubblicazione successiva.
Fino alla metà del XVIII secolo, Napoli e i suoi dintorni erano generalmente il limite del Grand Tour e della veduta. All'origine del Voyage pittoresque non c'è solo l’entusiasmo per il mondo antico, ma anche un interesse generale nelle regioni "difficili" della periferia, come le Alpi e il Vicino Oriente. Inoltre viene esplorato il significato del termine “pittoresque”, declinato seguendo la sua migrazione attraverso l’Europa.
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