Vedute dipinte e incise

Autori

  • Jörg Garms

DOI:

https://doi.org/10.14633/AHR075

Parole chiave:

Vedute, Voyage pittoresque, Grand Tour

Abstract

Lo scopo di questo saggio è quello di chiarire le diverse funzioni e potenzialità delle vedute dipinte e a stampa, nonché la loro evoluzione nel Settecento e in particolare nel periodo compreso tra il viaggio dell’Abbé di Saint-Non nel Sud Italia, nel 1759-1761, e la pubblicazione del Voyage pittoresque, nel 1781-1786. Un’attenzione particolare è dedicata alla serie di stampe che integrano nelle vedute aspetti naturalistici e antropologici, differenziandosi da quelle concentrate su poche ambientazioni monumentali. In relazione al Grand Tour si osserva l'emergere di tecniche intermedie come l'incisione all’acquaforte e acquarellata che concorrono con i dipinti ad olio, nonché un ritorno del disegno. Una caratteristica interessante è costituita dai viaggiatori accompagnati dagli artisti per fissarne le memorie personali o con l'intenzione di una pubblicazione successiva.
Fino alla metà del XVIII secolo, Napoli e i suoi dintorni erano generalmente il limite del Grand Tour e della veduta. All'origine del Voyage pittoresque non c'è solo l’entusiasmo per il mondo antico, ma anche un interesse generale nelle regioni "difficili" della periferia, come le Alpi e il Vicino Oriente. Inoltre viene esplorato il significato del termine “pittoresque”, declinato seguendo la sua migrazione attraverso l’Europa.

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Pubblicato

2018-12-29

Come citare

Garms, J. (2018). Vedute dipinte e incise. ArcHistoR Architecture History Restoration - Architettura Storia Restauro, 3(10), 42–79. https://doi.org/10.14633/AHR075

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