Le "gran dame" dell'architettura nell'Italia del Novecento e il progetto sulle preesistenze
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR117Parole chiave:
storia del restauro, donne, architetturaAbstract
Il presente studio investiga il contributo offerto da alcune figure femminili nel campo dell’architettura durante il periodo compreso tra il Secondo Dopoguerra e gli anni settanta del Novecento. Appartenenti a tre mondi distinti, ma spesso connessi, quali quello accademico, istituzionale e professionale, esse sono Margherita Asso, Gae Aulenti, Lina Bo Bardi, Cini Boeri, Graziana Del Guercio Barbato, Liliana Grassi, Franca Helg e Egle Renata Trincanato, operanti in ambito nazionale, con la sola eccezione di Lina Bo Bardi, brasiliana di adozione.
La ricerca prende avvio dalle questioni legate all’affermazione della donna nel mondo del lavoro, in particolare illustrando le azioni messe in atto già a partire dalla fine del XIX secolo mediante l’associazionismo, e poi sviluppatesi grazie a eventi e progetti fino ad arrivare ai nostri giorni. Successivamente, l’investigazione si incentra sul confronto tra le protagoniste in questione: appartenenti a contesti geografici, formativi, culturali e professionali differenziati, agiscono in un momento particolarmente delicato del XX secolo, raccontandoci una “seconda storia”, quella vista con gli occhi delle donne. Ciò, sia dal punto di vista teorico, che pratico, com’è possibile evincere dalla disamina della loro produzione scientifica, ma soprattutto mediante il ripercorrimento della loro attività progettuale riferita a ciò che esiste.##submission.downloads##
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Copyright (c) 2019 Caterina Giannattasio, Donatella Rita Fiorino

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