Uno sguardo dell’Europa sulle rovine a Napoli e Messina tra XVII e XVIII secolo

Autori

DOI:

https://doi.org/10.14633/AHR065

Parole chiave:

Iconografia urbana, Grand Tour, Napoli, Messina, filosofia della catastrofe

Abstract

L’analisi dell’iconografia e la rilettura critica delle fonti consentono di aggiungere nuove osservazioni sulla rappresentazione delle città nei territori colpiti dal terremoto. Il contributo intende illustrare la lenta mutazione culturale e i significati simbolici e figurativi del fenomeno. La filosofia della catastrofe mette in crisi l’ottimismo della ragione e incrina la convinzione che il presente possa essere il migliore dei mondi possibili. Il Regno di Napoli è protagonista del dinamismo che spinge gli uomini a inoltrarsi in territori inusuali per il percorso del Grand Tour con l’intento acquisire nuovi strumenti di analisi scientifica. Infatti, l’Italia meridionale rappresenta un caso unico in Europa per il numero di terremoti, in particolare la capitale e la Sicilia furono colpite più volte da scosse di varia intensità in un arco di tempo che va dal 1688 al 1783. Un secolo in cui si compie un passaggio fondamentale per la storia dei terremoti.

Biografia autore

Massimo Visone, Università degli Studi di Napoli Federico II

CIRICE - Centro Interdipartimentale di Ricerca sull'Iconografia della Città Europea

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Pubblicato

2018-07-26

Come citare

Visone, M. (2018). Uno sguardo dell’Europa sulle rovine a Napoli e Messina tra XVII e XVIII secolo. ArcHistoR Architecture History Restoration - Architettura Storia Restauro, (9), 68–107. https://doi.org/10.14633/AHR065

Fascicolo

Sezione

Storia dell'Architettura

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