Introduzione
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR434Parole chiave:
Interoperabilità, Patrimonio architettonico, HBIM-GISAbstract
Questo numero monografico di ArcHistoR, sviluppato a partire dalla conferenza HPFC – Historic Preservation Foundation Classes (Bologna, 2023) nell’ambito del progetto di ricerca PRIN 2017, esamina le opportunità e i limiti dei sistemi HBIM e GIS per la rappresentazione, la conservazione e la tutela del patrimonio costruito. Al centro del volume vi è il tema dell’interoperabilità tra linguaggi digitali eterogenei. Nel contesto della trasformazione digitale in corso della pubblica amministrazione italiana e della progressiva adozione del BIM negli appalti pubblici, questi strumenti sono considerati strategici per una pianificazione della conservazione informata e per interventi di maggiore qualità. La loro capacità di integrare, gestire e interpolare insiemi complessi di dati apre nuovi scenari per la conservazione preventiva, sebbene permangano criticità quando tecnologie concepite per le nuove costruzioni vengono applicate in modo acritico agli edifici storici.
Il volume è articolato in due parti. La prima presenta riflessioni metodologiche e risultati sperimentali delle unità di ricerca PRIN 2017 di Milano, Genova, Roma e Bologna, coprendo scale che vanno dall’architettura all’urbano. Tra i temi trattati figurano la modellazione e l’organizzazione dei dati, le ontologie del web semantico per i processi di conservazione, l’interoperabilità tra HBIM e GIS e i quadri di valutazione del rischio derivati dalla Carta del Rischio italiana. La seconda parte raccoglie ulteriori progetti nell’ambito HBIM che hanno favorito lo scambio con la ricerca PRIN, tra cui il Centro di Competenza 4CH e nuove iniziative verso un’ontologia di Heritage Digital Twin.
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