Il Restauro come “traduzione”. Insegnare la disciplina nella classe multiculturale
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR343Parole chiave:
Traduzione, Restauro, Insegnamento, Classe multiculturale, trasmissione culturaleAbstract
Il termine tradurre, dal latino traducĕre (trans e ducere), fa riferimento al gesto di trasportare, trasferire qualcosa da una parte all’altra. Gli antichi Romani utilizzavano il termine vertere per definire una pratica particolare del tradurre: «[…] un tipo di traduzione il cui paradigma culturale era costituito dalla mutazione radicale e dalla metamorfosi. Tradurre nel senso di vertere presuppone che l’enunciato – e spesso anche colui che lo pronunzia – mutino la propria identità per diventare altri» (Bettini 2012, p. XV). Queste suggestioni etimologiche forniscono lo spunto per sviluppare alcune riflessioni sull’insegnamento della disciplina del Restauro nella classe multiculturale. Chi è direttamente coinvolto in queste attività ben sa che inevitabilmente sarà messo di fronte all’“altro” e all’“altrove”: una ricca mixité di provenienze e di memorie culturali differenti.
Il contributo vuole riflettere sulle implicazioni connesse all’insegnamento della disciplina nella classe multiculturale, sulle difficoltà, sui contenuti, sulle modalità comunicative, sulle strategie da mettere in atto per una didattica efficace e sulle intersezioni tra didattica e ricerca. La capacità di innescare un dibattito ricco e costruttivo, ma anche il ruolo a cui siamo chiamati di “facilitatori” all’interno di un apprendimento prima di tutto basato sulla condivisione di un approccio, ci costringono a riflettere su una questione cruciale: quale trasmissione culturale passa attraverso la traduzione?
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