Architetture calabresi del Rinascimento, un cannocchiale verso Napoli e Roma
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR013Abstract
Nonostante le molte indagini e i numerosi studi fioriti nell’ultimo decennio sugli episodi architettonici di stampo rinascimentale in Calabria qualcosa continua a sfuggire, ma può essere individuato se si guarda oltre i confini della Calabria, verso le città egemoni sulle quali la lunga punta della Penisola gravitava e per motivi politici e per motivi commerciali.
Come allude il titolo del saggio, senza nulla togliere agli apporti delle scuole Quattro-Cinquecentesche locali e al contributo originale di architetti e scalpellini, bisogna guardare alle fonti principali dell’architettura rinascimentale calabrese (napoletane e romane) rielaborate e “naturalizzate” attraverso i filtri della tradizione costruttiva, dei materiali, del gusto, dell’antico locale. Soprattutto occorre guardare “vicino”, verso le fonti prossime, nonostante la loro individuazione sia paradossalmente resa difficoltosa dalla poca conoscenza dell’architettura rinascimentale di Napoli, soprattutto se si pensa alla gran messe di studi che da sempre si indirizza verso Firenze, Roma e Venezia.
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Copyright (c) 2015 Francesco Paolo Di Teodoro

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