Spunti di riflessione per un impiego interoperabile di algoritmi in sistemi GIS e BIM
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR438Parole chiave:
Interoperabilità, algoritmi, GIS, BIMAbstract
Come è noto, il BIM è un sistema informativo digitale composto dal modello tridimensionale di una costruzione integrato con i dati fisici, prestazionali e funzionali dell’edificio. Una potenzialità del BIM risiede nel rappresentare, in generale, alcune componenti edilzie e le relative caratteristiche dimensionali; più complessa e meno risolta è ad oggi l’applicazione di tale sistema per la descrizione e il restauro dell’architettura storica.
La piattaforma GIS della Carta del Rischio del patrimoio culturale del MiC, accessibile online, consente di registrare le informazioni relative ai beni culturali, di valutarne il rischio di perdita e di orientare, in condizioni ordinarie, la programmazione degli interventi di prevenzione. Il rischio è calcolato in funzione della pericolosità territoriale e della vulnerabilità del costruito. Il primo indicatore è estrapolato da cartografie tematiche e dai risultati dei rilevamenti statistici e ambientali, acquisiti dal sistema tramite i portali di enti diversi. La vulnerabilità esprime invece la suscettibilità degli edifici a essere danneggiati ed è quindi particolarmente condizionata dallo stato di conservazione delle fabbriche; il confronto fra gli indici calcolati statisticamente sulla base di numerosi parametri consente di stabilire le priorità operative e di pianificare le attività di monitoraggio e pronto intervento.
Una prospettiva mirata a rendere interoperabili i due sistemi BIM e GIS parrebbe potersi delineare ragionando sulle potenzialità di ‘scambio’ di parametri e/o di formule algoritmiche opportunamente selezionate, nell’ottica di ottimizzare le finalità di ciascun sistema e implementare sviluppi operativi utili per la conoscenza e il progetto di restauro dell’architettura storica.
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