La struttura burocratica nei cantieri di corte sabaudi tra XVII e XVIII secolo. Organizzazione amministrativa per un progetto dinastico unitario
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR389Parole chiave:
Torino, procedure amministrative, maestranze, cantiere di architettura, storia della costruzioneAbstract
Il grande interesse negli studi su Torino, capitale dello Stato Sabaudo, ha generato un’intensa stagione storiografica sin dall’inizio del XX secolo, tra cui i celebri Brinckmann, Erich, Wittkower, Pommer e Millon. In questi studi si è posto molto spesso l’accento su cantieri e progetti che potrebbero essere definiti “eccezionali”, come quelli di Guarino Guarini. Le indagini più recenti hanno tuttavia dimostrato anche l’importanza del contesto, attraverso cui si rileva un continuo e progressivo affinamento delle tecniche costruttive e delle tradizioni locali, quelle che hanno interagito con le conoscenze e le competenze dei grandi protagonisti dell’architettura dello Stato Sabaudo. Il presente studio ha messo a sistema le indagini in corso sulle residenze di corte ed altri complessi importanti a destinazione pubblica, luoghi di sperimentazione o, viceversa, di continuità con le tradizioni costruttive locali, ed ha approfondito, con taglio inedito, alcuni significativi casi non ancora indagati, al fine di esaminare i temi relativi all’organizzazione del cantiere con specifica attenzione alla contabilità e alla gestione economica. Tale approfondimento si inserisce in una cornice più ampia, dove tradizione ed innovazione si intrecciano al progresso scientifico e ad una maggiore definizione dell’apparato amministrativo-burocratico di fine Seicento, con preludio allo stato riformato settecentesco.
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