Questioni di stima. Vittone e la ricerca del giusto valore
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR320Parole chiave:
stima immobiliare, professione dell’architetto, città del SettecentoAbstract
Vittone inserisce nelle Istruzioni Diverse una breve dissertazione sull’estimo in cui fornisce le basi per la stima del valore di un edificio o fondo, e, in chiusura, sommarie indicazioni per l’estimo di beni mobili. Si tratta di un testo diretto e pragmatico, in cui non si invocano autorità esterne eppure si danno indicazioni precise. Vittone prende posizione a favore di una valutazione dello stato di un edificio in cui sono compresi anche possibili interventi di miglioria o ampliamento. L’operazione estimativa è quindi immersa in una temporalità fluida, che considera lo stato presente ma anche le possibili trasformazioni della fabbrica; ed è giocoforza dedurre che solo un architetto può prefigurare questi ‘stati’ correttamente. Utilizzando un termine contemporaneo, potremmo osservare che Vittone resta un architetto, anche quando si cala nei panni dell’estimatore. Il testo delinea uno scenario più generale per la dissertazione, con riferimento all’attività di Vittone progettista e perito, e a due situazioni particolari, in cui l’architetto si trova a esercitare il ruolo di perito estimatore.
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