Il territorio come bene culturale, tra storia e sviluppo. Una necessaria discontinuità della/nella progettazione urbanistica

Autori

  • Domenico Passarelli Università Mediterranea di Reggio Calabria

DOI:

https://doi.org/10.14633/AHR108

Parole chiave:

Territorio, bene culturale, progettazione urbanistica

Abstract

È opinione ampiamente diffusa e consapevole che l’Urbanistica contemporanea deve affrontare problemi ed esigenze diverse dal passato, affrontati con una tensione etica e un impegno sociale di grande spessore culturale. Il modello della crescita urbana ad oltranza e di un governo del territorio impositivo e deterministico è ampiamente superato. La necessità, oggi, è quella di dare risposte immediate ai cambiamenti in atto: ambientali, sociali, di disgregazione e povertà diffusa.
Serve una nuova consapevolezza, una nuova responsabilità, una nuova cultura urbanistica. Un nuovo modo di progettare il territorio in difesa del bene comune, che significa innanzitutto conservare il patrimonio storico, garantire la equa distribuzione dei diritti, valutare le conseguenze degli interventi sul territorio attraverso l’applicazione delle tecniche di valutazione multi attributo o multi criterio. Da qui nasce la necessità di elaborare un’idea di contemporaneo, di come vogliamo costruire (e difendere) le nostre città del futuro e tutelare i paesaggi e di come la una nuova cultura progettuale può diventare la strada e il motore di questa visione.

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Pubblicato

2019-07-01

Come citare

Passarelli, D. (2019). Il territorio come bene culturale, tra storia e sviluppo. Una necessaria discontinuità della/nella progettazione urbanistica. ArcHistoR Architecture History Restoration - Architettura Storia Restauro, 4(10), 238–245. https://doi.org/10.14633/AHR108

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