Giovanni Niccolò Servandoni: sa première formation entre Florence, Rome et Londres
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR008Abstract
Questo saggio, tratto da una tesi di dottorato in co-tutela tra la «Sapienza» Università di Roma e l’Université de Paris I «Panthéon- Sorbonne», intende far luce sul periodo della prima formazione, tra Firenze, Roma e Londra, di Giovanni Nicolò Servandoni, architetto, pittore e decoratore, finora noto soprattutto come scenografo dell’Opéra e autore della facciata della chiesa di Saint-Sulpice a Parigi. Nato il 2 maggio 1695 a Firenze, durante il corso della sua vita, Servandoni ebbe l’opportunità di viaggiare in tutta Europa, dove lavorò presso le principali corti, da Londra a Parigi, da Lisbona a Bruxelles, fino a Vienna, Dresda e Stoccarda. Alcuni documenti d’archivio, individuati nel corso della ricerca, hanno portato a scoperte importanti, come la sua presenza a Roma tra il 1719 e il 1720, ospite del principe Vaini, uomo «éntièrement attaché à la France» ben introdotto nel mondo teatrale. Ciò ha permesso di formulare nuove ipotesi sulla sua vita e i suoi contatti nella città pontificia, compresi quelli con l’ambiente culturale britannico che lo avrebbero condotto a Londra, dove avrebbe maturato uno stile personale frutto dell’interazione tra la tradizione architettonica fiorentina e romana, le opere degli architetti inglesi Wren, Vanbrugh e Hawksmoor e soprattutto le tendenze neopalladiane coltivate nel circolo londinese di Lord Burlington. Uno stile finora interpretato genericamente come una anticipazione del «goût à la grecque» di stampo francese, ma che invece va collocato nel più vasto contesto architettonico internazionale che Servandoni ebbe modo di frequentare già prima del suo arrivo a Parigi nel 1724.
Il s'agit d'une contribution, tirée d'une thèse doctorale en cotutelle – entre la « Sapienza » Université de Roma et l’Université de Paris I « Panthéon- Sorbonne » –, visée à étudier la période de la première formation de l'architecte Giovanni Niccolò Servandoni, entre Florence, Rome et Londres. Servandoni, l'une parmi les figures d'artiste les plus emblématiques et moins connues du XVIIIe siècle, peintre, architecte et décorateur, est connu pour avoir remporté le concours pour le projet de la façade principale de l'église Saint-Sulpice de Paris, et pour le grand nombre des décors réalisés d'abord pour l'Opéra, puis pour la Salle des Machines des Tuileries. Né le 2 mai 1695, pendant le cours de sa vie il eu la chance de travailler auprès les souverains les plus importants de l'Europe, de Paris à Londres, de Madrid à Lisbonne, de Bruxelles à Vienne et encore à Dresde et Stuttgart. La recherche dans les archives de plusieurs pays a mené à d'importantes découvertes, tel que la présence de Servandoni à Rome entre 1719 et 1720. Ici il habitait dans le palais du Prince Guido Vaini, un homme « entièrement attaché à la France » et lié au milieu des théâtre d'Alibert et Capranica, où Servandoni aurait évidemment pu se former comme scénographe. Tout cela a permis de formuler des hypothèses sur ses contacts dans la capitale de la papauté, comme son lien avec les britanniques à Rome. Son voyage à Londres lui permit de créer un style personnel, mélangeant la tradition architecturale florentine et romaine, avec les influences britanniques des œuvres des architectes Wren, Vanbrugh e Hawksmoor et le cercle des palladiens de Lord Burlington. Son style lu jusqu'aujourd'hui comme une anticipation ante litteram de la diffusion du « goût à la grecque » et de la renaissance du classicisme de la fin du XVIIIe siècle, est, en réalité, à relire comme le fruit de sa formation dans le vaste contexte international, avant son arrivée à Paris en 1724.
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