Le cas de la maison Servandoni: un immeuble parisien?
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR462Parole chiave:
Giovanni Niccolò Servandoni, Saint-Sulpice, maison Servandoni, habitat collectifAbstract
La maison Servandoni, située au 6 place Saint-Sulpice, illustre l’invention d’une place-parvis moderne, uniforme et ordonnancée, devant un édifice religieux à Paris. Inspiré par ses séjours à Londres et par l’urbanisme versaillais, Jean-Nicolas Servandoni conçoit un ensemble où l’église domine l’espace public, rompant l’alignement des façades et créant un effet de contraste monumental. Les projets successifs montrent l’évolution d’une écriture architecturale originale, l’« ordine a fasce », avec travées rentrantes, socle à arcades et superposition tripartite des étages. La façade sur la place se distingue par sa modénature puissante, ses bossages d’angle, son entablement monumental et un rapport visuel rigoureux avec la tour nord de l’église. À l’intérieur, la distribution des étages carrés révèle une organisation fonctionnelle et sociale : deux appartements principaux desservis par une grande cage d’escalier monumentale, un bel étage majestueux avec grande antichambre traversante, et des espaces de service satellisés. La maison combine influences françaises et anglaises, respecte les standards aristocratiques parisiens et anticipe des innovations dans l’habitat collectif, illustrant la virtuosité de Jean-Nicolas Servandoni et son rôle dans la genèse du logement haussmannien.
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