Fragment of a Sociology of Abandonment: the Ghost of the Village between Ruin and Imaginary
DOI:
https://doi.org/10.14633/AHR409Parole chiave:
Sociology, Abandonment, Ruin, ImaginaryAbstract
La sociologia italiana, tranne pochi casi, ha a lungo trascurato la questione dell’abbandono dei villaggi rurali, salvo riscoprirla tardivamente solo negli ultimi anni. Le ragioni sono molte, da un lato una tradizione sociologica che era interessata principalmente agli aspetti industriali e urbani delle trasformazioni in corso nel paese, dall’altro una maggiore propensione della nostra sociologia a indagare gli aspetti economico-sociali della dissoluzione dello spazio contadino a scapito di quelli culturali, lasciati per lo più agli storici e agli antropologi. Di qui la scelta di analizzare alcuni di questi specifici aspetti a lungo trascurati cogliendoli nei paesi interessati dalla ricerca: la continuità delle memorie e il fantasma del passato, mettendo in luce le tracce e i simboli della de-contadinizzazione per dirla con Bourdieu, così come li raccontano gli eredi. L’immaginario della campagna sparisce lentamente e si manifesta ancora in una persistenza della visione e nella costruzione collettiva di veri e propri monumenti involontari, che possono rappresentare le basi tanto per una turistificazione quanto per un ripopolamento.
Italian sociology, with few exceptions, has long neglected the abandonment issue of rural villages, only to rediscover it belatedly in recent years. The reasons are manifold: on the one hand, a sociological tradition primarily interested in the industrial and urban aspects of the country's transformations; on the other, a greater inclination of our sociology to investigate the economic and social aspects of the dissolution of rural spaces at the expense of the cultural ones, left mainly to historians and anthropologists. Hence the choice to analyze some of these specific long-neglected aspects, capturing them in the studied villages: the continuity of memories and the ghost of the past, highlighting the traces and symbols of “de-peasantization”, to use Bourdieu's terminology, as recounted by the heirs. The imagery of the countryside is slowly fading away. Still, it manifests itself in persistence of vision and in the collective construction of true unintentional monuments, which can serve as the basis for touristic exploitation (“turistification”) and repopulation efforts.
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