Opportunità e sfide fra conservazione, valorizzazione e sostenibilità del patrimonio culturale nella visione dell’agenda ONU 2030. Il caso studio di Carrara

Daniela Capra, Marco Chiuso

Abstract


Il Codice dei beni culturali e del paesaggio successivamente al suo varo (2004) ha recepito gli orientamenti della Convenzione europea del paesaggio (Firenze 2000, ratificata con L. 14/2006), e delle Convenzioni UNESCO per la salvaguardia del patrimonio immateriale (Parigi 2003) e per la protezione e la promozione delle diversità culturali (Parigi 2005). Si è così dotato di strumenti di tutela atti a individuare la componente immateriale del patrimonio culturale, riconoscendola come inscindibile dalla fisicità del bene.

Tale nuovo e rilevante assetto del Codice permette una lettura del territorio nella complessità delle diverse componenti, culturali - materiali e immateriali - e paesaggistiche, garantendo approcci conoscitivi di maggior efficacia, e conseguenti azioni di tutela.

In particolare, il combinato degli artt. 7 bis e 10 del Codice fornisce uno strumento di particolare interesse nel riconoscimento dei valori culturali, declinati in tutte le loro forme, dalle emergenze architettoniche a elementi di valore demo-etno-antropologico.

Se il palinsesto normativo risulta adeguato, emergono tuttavia difficoltà nelle azioni di tutela, le quali devono essere condivise tra i diversi enti chiamati, nelle rispettive competenze, a praticarle in sinergia.


Parole chiave


Normativa beni culturali; valorizzazione; sviluppo sostenibile; approccio integrato

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DOI: https://doi.org/10.14633/AHR455

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  ISSN 2384-8898

    

 

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