Paesaggi di cave nella pianura veneta

Luigi Latini, Simonetta Zanon

Abstract


Anche nel territorio veneto l’attività estrattiva ha origini molto antiche risalendo, in alcuni importanti ambiti estrattivi di materiali lapidei di montagna e collina, quali quelli dei Colli Euganei, del vicentino, del veronese, della Valcavasia e di Castellavazzo, nel bellunese, all’età romana.

La vasta pianura del Veneto centrale costituisce invece un ricchissimo giacimento di inerti dove l’attività estrattiva per lungo tempo si è limitata al prelievo di quantità relativamente modeste di materiali destinati a un consumo perlopiù locale (soprattutto argilla, dall’Ottocento in avanti, in parallelo allo sviluppo dell’industria del laterizio), per poi assumere proporzioni smisurate, soprattutto per quanto concerne sabbia e ghiaia, l’oro grigio, solo a partire dalla metà del Novecento.       ·

Il fenomeno cave, che ha segnato pesantemente questo territorio, oggi può rappresentare una straordinaria opportunità per il gran numero e l’estensione di siti di scavo dismessi dove è possibile mettere in campo operazioni di riqualificazione capaci di restituire alle comunità il territorio lungamente sottratto e di creare nuovi paesaggi nei quali le ragioni dell’ecologia e dell’estetica, il risanamento idrogeologico e ambientale, l’utilità sociale ed economica, possono convivere e dare risposte innovative a molte istanze irrisolte della contemporaneità.


Parole chiave


cave; attività estrattiva; paesaggio; riuso; pianura veneta

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DOI: https://doi.org/10.14633/AHR449

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  ISSN 2384-8898

    

 

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